Showroom di arredo-bagno

Lo scorso mese abbiamo visto che per il successo di uno showroom di arredo-bagno, è fondamentale avere un corretto posizionamento sul mercato e che il marketing è lo strumento principe da utilizzare.

Esistono due tipi di approccio: quello diretto e quello indiretto.

Il marketing diretto è quello che prevede una comunicazione verso il cliente che necessita di una sua risposta. Ad esempio:

  • volantini di offerta di durata limitata;
  • campagne radio (locali) con la diffusione di un codice promozionale;
  • lettere di vendita con una “chiamata all’azione” (es. vieni da noi con questo voucher per ottenere un omaggio/sconto/regalo);
  • campagne on line di lancio di un nuovo prodotto/servizio.

Il marketing indiretto, invece, consiste nella produzione di informazioni di interesse rilevante per il nostro potenziale cliente: contenuti ai quali accede tramite ricerca su internet o tramite riviste, e che lo portano da noi. Ad esempio:

  • creazione di un blog;
  • pubblicazione di una rivista aziendale;
  • partecipazione ad eventi e a tavoli di lavoro importanti;
  • pubblicazione di un libro sul settore;
  • raccolta e diffusione di testimonianze.

Qual è, quindi, l’approccio migliore da seguire? Non c’è una risposta univoca in quanto esiste l’approccio più adatto al nostro cliente.

Usiamo il marketing diretto quando:

  • siamo già riconosciuti come i migliori;
  • stiamo facendo un’offerta imperdibile (es. fuori tutto, sconti);
  • abbiamo un’esclusiva.

Usiamo il marketing indiretto quando:

  • il nostro cliente non ci percepisce ancora come il migliore della zona;
  • la nostra offerta non è ancora conosciuta in modo completo e dettagliato;
  • le nostre promesse sono troppo simili a quelle della concorrenza.

Fondamentalmente il marketing indiretto consiste nel creare la cultura del settore nella mente del cliente, affinché si possa fidare di noi.

I titolari delle sale mostra, inoltre, a volte usano il web marketing e pagano Google per uscire in prima pagina. È sicuramente un’azione corretta ma poi bisogna verificare che l’investimento porti a risultati concreti. Spesso ci si accontenta che il sito sia “trafficato” (che già è un buon risultato), ma se alle visite virtuali non corrisponde un aumento delle persone fisiche all’interno dello showroom di arredamento-bagno, la parte copy è da rivedere. Se il sito non presenta una chiamata all’azione, ovvero qualcosa che incuriosisca il cliente al punto da fargli decidere di venire da noi, evidentemente l’investimento non è azzeccato. Quindi o abbiamo il talento della scrittura, o sarà necessario investire in un copywriter, ovvero una persona capace di scrivere messaggi diretti al cliente giusto, utilizzando il miglior canale di comunicazione per raggiungere il target individuato.

Il prossimo mese vedremo ulteriori approfondimenti sull’argomento, con qualche esempio pratico.